Giacomo ha quasi otto anni, è arrabbiato con la mamma e decide di scappare di casa insieme al suo drago di peluche… non ha paura di scoprire cosa accade di notte nei giardini pubblici, non ha paura dei drogati che incontra, non lo spaventa neppure che uno di loro conosca il suo nome e la data di nascita. La mamma di Giacomo, invece, si spaventa parecchio quando si sveglia e si accorge che il figlio a casa non c’è! […] Tra pianti e risate, fughe e inseguimenti, i protagonisti di questa storia (compreso il drago) capiranno qual è il sapore vero della libertà.“Il drago non si droga” fa parte del progetto “scrittore per strada”, una nuova forma di proposta editoriale, attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, per le strade e le piazze d’Italia, ed è proprio in una di queste piazze che ho conosciuto Walter Lazzarin. Giovanissimo, due lauree nel cassetto e autore di diversi racconti. Una scelta anticonformista, diversa la sua, libera appunto: di Walter colpisce la serenità stampata sul viso e il bellissimo sorriso con cui accoglie tutti i passanti. «Ogni giorno mi troverai qui, ai giardini pubblici, su una panchina… mi dovrai cercare perché non sarò mai nello stesso posto, ma infine mi troverai. Sempre» – ha detto con la sua dolcezza. Queste parole mi sono rimaste impresse. Sono il segreto della lettura. Il nostro Paese nasconde tante, meravigliose sorprese.