In provincia di Chieti, tra i Comuni di Bomba, Pietraferrazzana, Colledimezzo e Villa Santa Maria, sorge un lago artificiale con una lunghezza di 7 km, una larghezza di 1,5 km, una profondità massima di 57 m, almeno fino a qualche anno fa, ed una capienza massima di 4.000.000 m³ d’acqua. Il bacino lacustre prende il nome di Lago di Bomba o Lago di Sangro ed è stato creato sbarrando le acque del fiume Sangro con una diga. Non tutti sanno, però, che in Europa, la Diga di Bomba è stata la prima diga realizzata in terra battuta e che produce energia elettrica per la Capitale. Attualmente, però, il livello idrometrico è ai minimi storici a causa della grande siccità ed a causa della captazione abnorme, da parte della società romana Acea, finalizzata a fornire energia.

In questi mesi il Covid-19 ha fatto passare tutti gli altri allarmi in secondo piano e, tra questi, vi è proprio l’allarme siccità. Quest’anno, in Italia, all’appello mancano ben 23,4 miliardi di metri cubi d’acqua e di conseguenza le riserve idriche nazionali sono in forte affanno, facendo scattare maggiormente l’allarme tra gli agricoltori, che consumano, purtroppo, ben il 70% di tutta l’acqua dolce disponibile, e le industrie.

Sempre più minori precipitazioni, soprattutto al Sud, ed un aumento dell’utilizzo delle acque per irrigare i campi e per fornire energia elettrica alle case e alle industrie causano un binomio molto pericoloso. I fiumi ed i laghi sono sofferenti, causando l’alterazione di tutto un ecosistema.

Siamo di fronte ad un evidente tendenza alla tropicalizzazione ma la speranza è sempre l’ultima a morire, con l’attesa di neve sui monti e, naturalmente, di pioggia. ©Valentino Petrosino