Un borgo di meno di 2000 anime con balconi sempre fioriti che si affacciano su stradine che intersecano tra di loro. Scanno una delle località più importanti della montagna dell’Abruzzo.
Il suo massimo splendore risale fra il Seicento e Settecento, quando nacque quello che è forse il più bel vanto di questo borgo, il costume femminile, ancora oggi motivo di lustro per chi lo indossa. Non ci sono fonti certe sull’origine del nome, che potrebbe derivare da “scamnum” (sgabello in latino) per la forma del colle su cui sorge, oppure da “scandalo” e “scannella”, varietà di orzo coltivato nei campi.
Scanno è anche conosciuta come il paese dei fotografi.
I numerosi archi all’interno dei vicoli, i portali in pietra, le due fontane barocche, gli edifici nobiliari, il lago a forma di cuore, le chiese (arredo urbano del tempo), testimoniano una volontà di stupire che contrasta con l’ambiente severo di montagna, motivo che da sempre ha attratto i grandi maestri della fotografia, come Henry Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Ferdinando Scianna, Giovanni Bucci e tanti altri. ©Emilia De Feo