Sopracciglia sottili, menti allungati, orecchie a sventola e bocche più o meno regolari, questi i tratti distintivi dei personaggi delle maschere del carnevale sanmaurese, in mostra negli ambienti di quelle che furono le scuderie della residenza dei Paleologo di Bisanzio a San Mauro Cilento. Esposizione realizzata grazie alla preziosa ricerca del professore Osvaldo Marrocco in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli, il MiBact di Salerno-Avellino e l’Università degli Studi di Salerno, E.DI.SU, per il contributo finanziario.
Le maschere costruite con una particolare argilla, ricavata in alcune aree del paese cilentano, erano essiccate al sole; queste forme, rifinite con carta, stoffa di lino e colla di farina, in seguito, venivano intagliate negli occhi, nelle nari del naso e la bocca. La pitturazione era basata su due colori, il rosso e il nero che, secondo un procedimento molto antico, erano ricavati dalla polvere di coppi (embrici) o di mattoni raccolta nella fornace locale e dal carbone.
Osservando con attenzione le forme, sembrano ricondurre alla fisiognomica del teatro classico e le fogge delle barbe e l’ampiezza degli occhi somigliano molto alle illustrazioni dei guerrieri presenti sui vasi greci. Si riscontrano, quindi, molteplici aspetti di sicura derivazione dal mondo antico, in particolare dal mondo latino che ne mutuò a sua volta, in virtù della “contaminatio”, caratteri e aspetti dal mondo greco, soprattutto dal modello di Aristofane.
Questo particolare carnevale non consiste in una semplice sfilata ma in una serie di scene che si intrecciano tra di loro e che rimandano alla commedia dell’arte in una versione popolaresca con personaggi stilizzati che indossano, appunto, maschere, insieme a costumi caratteristici e che si esprimono con gesti codificati e stereotipati.
Un lavoro di ricerca copioso che ha impegnato tutto il paese per la realizzazione di una mostra depositaria di tradizione secolari, “anomalie” di una società tecnologica, patrimonio culturale della nostra terra, nostalgia dolcissima del tempo passato.
San Mauro Cilento – ©Gianpiero Scafuri