L’arm knitting, l’arte di lavorare a maglia con le braccia anziché con i ferri, si è ritagliata uno spazio crescente a partire dagli anni 10 tra gli appassionati di filati soprattutto nel periodo di lockdown dell’ultimo anno. Si utilizzano lane molto spesse e l’unico utensile di cui si ha bisogno (oltre le braccia) sono le forbici. Con questa tecnica si realizzano sciarpe, scaldacollo, coprispalle, trapunte, tutti caratterizzati da una maglia molto larga e morbida. Alcuni aspetti dell’arm knitting sono interessanti. La persona che inizia un progetto lo fa sapendo che non potrà smettere di lavorarci se non quando questo sarà terminato e che finché ci lavorerà, non potrà dedicarsi ad altro. Man mano che si procede, la lana avvolge le braccia e da esse si dipanano le maglie, come il piumaggio di un’ala. La consistenza e l’uniformità del tessuto dipendono dalla regolarità e la precisione dei movimenti. C’è da restare quasi ipnotizzati a seguire i gesti lenti e fluidi e la trama morbida e ovattata che ne trae origine. Viene da pensare che in fondo la vita è un po’ così, bisogna prenderla nelle mani, lavorarci giorno per giorno senza perdere il filo e tenendo sempre presente dove si vuole arrivare. ©Luigi Catuogno