Passeggiando nel Centro Storico di Vipiteno, comune della provincia autonoma di Bolzano, improvvisamente troviamo una statua che cattura l’attenzione dei turisti più curiosoni e desiderosi di conoscere. E’ la statua di un sacerdote e martire boemo, nato nel 1330 a Nepomuk, consacrato sacerdote a Praga e divenuto predicatore di corte del re Venceslao IV. La moglie del re, Giovanna di Baviera, lo conobbe e lo scelse come confessore. Si dice, però, che il re sospettasse l’infedeltà di Giovanna e si rivolse a lui per conoscere le confessioni della donna. Ma si rifiutò fermamente di rispondere e tale fermezza gli costò la vita. Nel 1383 venne fatto gettare nel fiume Moldava e fatto annegare. Per questo motivo, oggi, è venerato come santo protettore delle acque e dei ponti e viene invocato in caso di pericolo di esondazione o alluvione.

Il suo nome è Jan Nepomucký (per i cechi) e Giovanni Nepomuceno (per gli italiani).Dalla fine del XVI secolo Vipiteno non ebbe vita facile, molteplici segnali di decadenza incomberono su essa, dalle guerre alle catastrofi naturali, soprattutto disastrose alluvioni causate dal Rio Isarco e dal Rio Valler e svariate esondazioni causate da torrenti montani.”Se gli interventi delle istituzioni non bastano a mitigare il rischio allora ci penserà San Giovanni Nepomuceno” esclamarono i vipitenesi radicati nella fede. Così, dal 1739, sulla Via Città Nuova, è possibile ammirare questo monumento dedicato al santo e qualche vecchio abitante che lascia sempre sfuggire uno sguardo o una preghiera verso l’alto.Secondo le vecchie generazioni, visto il possibile rischio di possibili catastrofi, il suo culto dovrebbe tornare a risplendere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.