Entro e mi accoglie il latrato di centodieci cani e una sola voce umana, quella di Elvira, veterinario del canile municipale di Ostaglio a Salerno. Contro i cancelletti dei box, tutti a farsi notare. Abbaiano all’unisono, sembra che ti chiamino: “Scegli me, scegli me!”. Le necessità dei cani partono dai bisogni primari, alimentarsi ed essere curati, ma sfugge, con troppa facilità, che il cane è un animale sociale, è un essere senziente (ex art. 455-bis CC), e come tale vive di contatti con i suoi simili e con l’essere umano. «In questo canile, non mancano i volontari che coadiuvano gli operatori nei bisogni dei cani, come l’uscita giornaliera dai box, che è di vitale importanza, perché possono muoversi e annusare liberamente. Con l’aiuto della “Cooperativa Dog Park”, sono stati introdotti anche degli addestratori, i quali, mediante regole, hanno migliorato la qualità di vita nel canile. I cani li aspettano, anche loro vogliono le regole» – spiega Elvira – la quale dovrebbe prestare il proprio servizio tre volte a settimana, ma è presente tutti i giorni. I cani ospiti nel canile, dai più piccoli ai più grandi, dai più giovani ai più anziani, sono in cerca di una famiglia che li adotti per sempre. Scegliere di adottare un amico a quattro zampe è un gesto d’immensa generosità che non deve preoccupare. Se si decide di accoglierne uno, non sarà “abbandonato”. Le educatrici, post adozione, periodicamente assistono chi ha dato alloggio al compagno fedele. «Se si ha la pazienza, e i requisiti necessari di accogliere un cane, da un rifugio o da un canile, si può essere consapevole di aver compiuto una buona azione» – afferma Elvira -. Liberare un posto per dare spazio ad altri cani, abbandonati o randagi, è riconoscere l’amico dell’uomo come essere vivente, donando il diritto a una vita degna di essere vissuta.