Non ci vuole poi chissà cosa. Sanificare la piccola palestra, predisporre percorsi “a senso unico”, delimitare gli spazi. Tutto pronto: si prova. Senza il contatto e senza abbracci, dovranno bastare gli sguardi e l’intesa tra chi balla insieme da più di vent’anni a far funzionare le nuove coreografie. Ci riusciranno “Ballando per le strade” e i tanti artisti e associazioni coinvolte nel progetto, a mettere in scena lo spettacolo Pangea. C’è proprio bisogno di vincere questa piccola grande sfida: rappresentare la realtà di un mondo plurale e unito dalla musica e dalla danza in un periodo in cui prevalgono la finzione di confini che vanno chiudendosi e gli sguardi ostili che si incrociano da entrambe le parti. Sapranno incantarci i danzatori con il loro impegno, i colori dei loro costumi e, la forza di quelle mani che, seppure non toccandosi, saranno sempre tese le une verso le altre.