Anche alla Chiesa tocca fare i conti con un mondo cambiato, nelle abitudini, nelle modalità, nei comportamenti da adottare e nei divieti da rispettare. In un 2020 dove la secolarizzazione sembrava dominare e la religione perdere importanza, i padri spirituali hanno saputo trovare adattamento nell’utilizzo di medium che sapessero raggiungere le case e il cuore dei fedeli, a partire dal Papa, sempre connesso, vicino alla gente, un Papa la cui invocazione per la fine della pandemia, in diretta sulle televisioni di tutto il mondo, in una Piazza San Pietro deserta, ha dato luogo ad un evento indimenticabile, senza precedenti. Il popolo religioso, virtualmente riunito durante la quarantena, oggi torna con rinnovata fede a popolare le chiese. Queste però hanno cambiato aspetto.

Una volta davanti all’ingresso si trovavano cartelli che vietavano cellulare, fotografie e invitavano al decoro dell’abbigliamento. Adesso l’invito è ad indossare mascherina e restare distanti. L’acqua santa è affiancata dalle colonnine di gel igienizzante, i celebranti indossano dispositivi di protezione, i posti a sedere sono indicati con adesivi e la coda per la comunione diventa distanziata. In un ambiente dove si era soliti scambiarsi gesti di pace, tenersi la mano per pregare, accostarsi per cantare insieme odi e inni, tutto sembra veramente surreale. Tra reale e virtuale sembriamo giunti davvero a una nuova dimensione della fede.