A parziale modifica di quanto disposto dall’Ordinanza n.41 del 1 maggio 2020, la Regione con la nuova ordinanza del 2 maggio 2020 consente la ristorazione da asporto per bar, ristoranti e simili, che si va ad aggiungere all’attività di consegna a domicilio già ammessa. ©Fabio De Michele —
Al di là dell’ovvio aspetto economico, c’è un legame fortissimo tra chi gestisce una attività di ristorazione “sulla strada” e i suoi clienti. Egli ne conosce i gusti e ne soddisfa i capricci. D’altro canto, per gli affezionati, quello è un punto di riferimento, per mangiare e per ritrovarsi. Nei giorni passati, si potevano scorgere i più assidui clienti rivolgere uno sguardo impaziente a quella saracinesca abbassata passandovi accanto. E’ di oggi il via alla riapertura della ristorazione da asporto. Pur con diversi oneri e limitazioni, passeranno attraverso la porta cibo, sguardi e parole. Probabilmente tra i passi più lunghi nel cammino verso la normalità. ©Luigi Catuogno —
Non al banco, sulla soglia, ma finalmente! E’ ripreso il rito del caffè al bar. Il caffè d’asporto! Con questa nuova modalità, che vede, almeno per adesso, l’utilizzo esclusivo del monouso, i gestori dei bar hanno potuto rialzare le saracinesche al pubblico e servire ancora ai propri clienti la loro arte, che al Sud corrisponde ad un preciso modello culturale. Resta aperta la questione sugli aiuti governativi per queste attività, duramente colpite dal lockdown! ©Vittoria Di Giacomo
Era l’ordinanza restrittiva per il Covid-19 più sofferta: ora la pizza potrà arrivare direttamente a casa. Dopo richieste e appelli, il governatore Vincenzo De Luca ha sbloccato la consegna a domicilio e l’asporto di uno dei piatti più amati in assoluto. ©Emilia De Feo
Consegna a domicilio con la sola modalità di prenotazione telefonica, e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento e trasporto. Per il recapito dei cibi è obbligatorio indossare guanti e mascherina. ©Fabio De Michele